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Personaggi illustri


CORRADO IV
Figlio legittimo di Federico II di Svevia e Iolanda di Brienne, si trovava in Germania quando il padre morì nel 1250 a Castel Ferentino, in provincia di Foggia. Il Regno nel frattempo era stato affidato al figlio naturale e prediletto di Federico II, Manfredi. E mentre Corrado IV raggiungeva la Puglia, nel 1254 si ritrovò con le sue truppe nel territorio lavellese e "in campis prope Labellum iuxta montem fenuclarium" (nelle campagne "vicino Lavello" nei pressi del Monte Finocchiaro), pare sia morto nella sua tenda di malaria. Invece altre ipotesi adducono che il fratellastro Manfredi abbia favorito l'avvelenamento di Corrado IV presso la domus feudalis o augustalis, oggi palazzo di Città di Lavello.


FRATE RUGGERO DA LAVELLO
Uomo di grande cultura ed erudizione, nonchè dotto scrittore, vescovo di Lavello dal 1272 al 1284. Questo benemerito cittadino lavellese va ricordato anche per aver sostenuto una durissima lotta contro il potente Galerano de Iuraco, Gran Siniscalco del Regno e feudatario di Lavello, per aver fatto reintegrare la Chiesa di Lavello nel possesso della Cappella S. Maria della Speranza e per aver ottenuto il ripristino della riscossione delle decime.

 

RAINALDO
Valoroso cavaliere del XIII secolo, nemico di Carlo, pare abbia avuto gloria anche nei Vespri Siciliani.

 

ANGELO BARRILE
Fu vescovo di Lavello nel 1391 ed era discendente da una delle più nobili famiglie locali. Il nome di questa antica famiglia, ed in particolar modo quello di Angelo Barrile è citato numerose volte nelle Pergamene dell'Archivio Capitolare di Lavello, in riferimento ad acquisti di terreni e di case. Fu vescovo di Lavello per un solo anno.

 

BALDA
Nato nel secolo XIV fu insegnante di diritto a Bologna.

 

ANGELO o AGNOLO DA LAVELLO detto TARTAGLIA
Angelo o Agnolo da Lavello detto Tartaglia
(1350 - 1421) Con Braccio da Montone e Muzio Attendolo Sforza fu uno dei capitani di ventura più insigni del periodo. Ereditando il vessillo e le armi da Broglio di Trino passò alla storia come uno dei soldati mercenari più forti del periodo delle Compagnie di Ventura. Fu assoldato dai Fiorentini, (1401) dai Senesi (1407), e dal Re Ladislao di Napoli (1409), da Papa Giovanni XXIII (1414) e da Papa Martino V (1419). Fu signore di Lavello, perchè figlio naturale di Raimondo del Balzo (conte di Lavello) e creò un suo feudo a Toscanella, odierna Tuscania.

 

GASPARE BROGLIO
Figlio del capitano di ventura Tartaglia, si distinse come scrittore, ma soprattutto come segretario dei Signori di Rimini, i Malatesta (secoli XIV - XV).

 

GIAN DOMENICO DE FONSO
Medico famoso che seguì volontariamente il re Federico D'Aragona in Francia (secolo XV).

 

GIOVANNI DE MANNA
Fu vescovo di Lavello dal 1502 al 1504. Dapprima fu anche vicario ed apparteneva ad una nobile famiglia; infatti tra i componenti di questa famiglia figurava Giacomo de Manna, arcidiacono e compare di Federico D'Aragona (come si ricava da una lapide apposta sull'antica casa dei De Manna e risalente al 1579).

 

GIOVANNI VINCENZO MICHAELI
Prima arcidiacono fu in seguito nominato vescovo nel 1539 fino al 1545. Anche lui appartenente ad una nobile famiglia del posto, il padre era notaio ed aveva sposato Elisabetta di Lacedonia. Assurse agli onori della cronaca anche come oppositore intransigente di alcuni eretici.

 

ANTONIO PIGNATELLI (CARACCIOLO)
(n. 1615) Era di Spinazzola, ma soggiornò innumerevoli volte nel Palazzo Ducale di Lavello, proprietà di famiglia. E' stato cardinale, arcivescovo di Napoli e quindi Papa, col nome di Innocenzo XII (eletto il 12 luglio 1691).

 

FRANCESCO CANDIDO VILLAREALE
(1632 - 1683?) Durante la sua vita si interessò allo studio delle discipline delle leggi, della filosofia e dell'eloquenza. Tra i suoi scritti spicca "La vita di San Brunone" del 1657. Fu presidente dell'Accademia degli Svegliati. Insegnò diritto canonico alla Sapienza di Roma. Va ricordato anche per aver esaltato il valore letterario, civile e patriottico della lingua latina.

 

DOMENICO MANZI
Vissuto tra il XVII ed il XVIII secolo si fece notare per la sua filantropia e generosità. Uomo stimatissimo diede un notevole apporto alla vita sociale e religiosa di Lavello. Istituì tra le varie cose una dote per le zitelle povere. Fu seppellito nella chiesa del Carmine. Sulla facciata di detta Chiesa vi è pure un'iscrizione che lo ricorda.

 

GAETANO SINISCALCHI
Insigne lavellese che fu carcerato nel 1823 per aver propagandato la Carboneria a Lavello.

 

GIOVANNI ROBBE
Fu un sostenitore della venuta di Garibaldi nell'Italia Meridionale, tant'è che con altri ventiquattro lavellesi si unì alle truppe garibaldine.

 

MAURO D'ALOJA
Avvocato vissuto nella seconda metà del XIX secolo fu promotore di cultura e di attività organizzativa, specie rivolta ai giovani e al settore agricolo. Si dimostrò buon educatore e patriota. Presiedette anche una "coperativa" denominata "La Villetta".

 

MAURO CORBO
Eroe in Africa durante il periodo coloniale italiano.

 

ANTONIO DI CANIO
(di Mauro e Lucia Di Stasi) nato il 31.10.1835. Contadino analfabeta partecipò ai moti per la quotizzazione delle terre del suo paese il 23.3.1861. Arrestato e tradotto a Venosa, venne liberato da Crocco e si unì alla sua banda

 

PASQUALE PALESE
Segretario comunale di Lavello favorì per certi versi la presenza ed autorità economica delle famiglie Ginistrelli, Aquilecchia e Fortunato sul territorio lavellese.

 

DOMENICO BARCI
Capitano della Guardia Nazionale si oppose eroicamente e fermamente al tentativo di "insurrezione" brigantesca. I briganti, capeggiati da Crocco entrarono in Lavello, verso le ore 16 del 14 aprile del 1861, e depredarono anche varie abitazioni, fra cui quella del capitano Barci.

 

EDOARDO GINISTRELLI
Senatore del Regno d'Italia, ebbe in Lavello varie propietà, tra cui quelle terriere (da qui la masseria che prende il suo cognome). Famoso anche per aver avuto una passione sfrenata per i cavalli (della sua scuderia faceva parte "Signorina" più volte trionfatore in vari ippodromi internazionali). Lo stesso Ginistrelli vendette la sua quota parte dell'attuale sede municipale allo Stato Italiano.

 

GIOVANNI MONTANO
(1844 - 1901) Insigne medico, scoprì il "Favismo" e le necessarie cure. Inoltre si interessò e scrisse alcune pubblicazioni scentifico-sperimentali nel campo della medicina. Fu pure sindaco di Lavello, nonchè studioso di patrie memorie.

 

FRANCESCO FINIGUERRA
(1853 - 1918) Si distinse come militare nell'arma dei Regi Carabinieri, come tenente generale, ottenendo successi e gloria dovunque sia stato chiamato in causa. Fu sostenitore della lotta contro il brigantaggio e la delinquenza in Calabria. Fu capo della Commissione Sanitaria Militare. Ricevette come onoreficenza la Commenda di Prussia in seguito alla venuta a Bari dell'imperatore di Germania, visto che fu incaricato della sicurezza pubblica. Alla sua famiglia sono pure appartenute vittime della furia dei briganti (tali Benedetto Finiguerra, Antonio e Mauro D'Elia).

 

MAURO SINISCALCHI
Nato a Lavello il 7.9.1864 da Michele e Letizia Giaculli, fu valente veterinario nonchè farmacista. Si qualificò come veterinario condotto del Comune, guardastalloni della stazione di monta di Lavello, grazie alla nomina del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Si fece valere anche come elemento indispensabile in varie commissioni e funzioni affidategli. Giornalista professionista curò anche "La Vedetta Lavellese".

 

SAVINO COSSIDENTE
Savino Cossidente
(1916 - 1940) Medaglia d'oro al valor militare, morì eroicamente difendendo una caserma dei Carabinieri durante la guerra d'Africa per mano di ribelli. Nella villa comunale di Lavello un busto commemorativo ne ricorda le sue fattezze.

 

MICHELE MARIO MISCIOSCIA
Mario Miscioscia
Figlio di Francesco Antonio e Corbo Maria Donata, nato a avello il 3/11/1922. Partigiano, medaglia d'argento, caduto il 20/01/1945 in località Borghetto d'Arroscia in provincia di Imperia.

 

GUIDO MIGLIOLI
Giovane partigiano, oltre ad essere stato deputato popolare della Padania fu pure sindacalista. Si distinse per aver proposto alcune leggi sul problema del latifondo, subitamente accantonate con il regime fascista. Fu confinato a Lavello.

 

GIUSEPPE SOLIMENE
(1879 - 1962) Avvocato, cultore di patrie memorie, politico. Fu un personaggio eclettico con interessi in svariati settori. Uomo molto sensibile ed acuto, ha pubblicato molti studi su fatti, personaggi ed argomenti della storia di Lavello e del mondo letterario-culturale in genere. Lavello per il momento gli ha dedicato l'Istituto Tecnico Commerciale.

 

NICOLA CILENTI
(1883 - 1967) Lavello, Roma e Genova furono le tappe essenziali della sua vita. Lavello, dove nacque e tornò ben volentieri ogni qualvolta veniva invitato, specie per le Sagre Lavellesi. I 113 sonetti in dialetto di "So Turna-to!" sono un significativo omaggio alla terra natia. Roma, lo vide brillante avvocato penalista e fiorente letterato. Fu redattore del settimanale "Il Tirso"; collaborò con vari quotidiani: "Il Giornale d'Italia", "L'Ora", "Il Mattino". Scrisse articoli su riviste e periodici locali: "Vita giudiziaria", "Il Corriere giudiziario". Vinse due premi nazionali di poesia dialettale a Gardone Riviera e Bergamo. Genova, fu testimone degli ultimi anni della sua vita a casa del figlio Eligio e della nuora Duccia.

 

GIOVANNI ORSOMANDO
(1895- 1992) - Divenuto direttore della banda musicale di Lavello nel 1925 ben presto fondò anche una scuola di musica. Fu autore di diverse composizioni musicali, tra cui: "Lavello in festa", "Marcia dei fiori", "Fulgida", ecc. Garantì con la sua grande tenacia professionale l'affermazione e la rinascita musicale della banda. Al suo nome sono legati la costituzione e l'esistenza della Casa Ortipe e della Anbima, una associazione bandistica nazionale sorta nel 1955. Nel 1975 fu proposto all'onoreficenza della Commenda dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, divenendo così membro della Consulta Artistica Nazionale e Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto.

 

ALBERTO ANTONIO JACOVIELLO
(1920 - 1996) Insigne giornalista de "l'Unità" e de "La Repubblica". Si distinse come inviato dal Cairo, Budapest, Mosca, Pechino, Washington. Vivido "meridionalista" non ha mai trascurato di "coltivare" i suoi rapporti con il paese d'origine. L'amore per la terra da cui originava e l'evento Fiat sono tra gli ultimi suoi argomenti di analisi. Tra i riconoscimenti giornalistici, spicca il Premio Segni, conseguito per l'attività giornalistica dall'estero sulle pagine dell'Unità.


testo di Angela G.R. e Giuseppe CATARINELLA

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